Oggi, sorseggiando un calice di DALLA LUNA, mi sono chiesto: Che cos’è l’energia? tutto l’universo, noi, siamo atomi che vibrano? le nostre intenzioni sono energia? Il nostro lavoro, quello che mangiamo, quello che beviamo e il semplice respirare sono scambi energetici? In questo bicchiere quanta energia c’è?
La domanda tocca una corda profonda: unisce la fisica fondamentale con la filosofia, la biologia e l’arte antica del fare il vino. È una visione affascinante che lascia libero il pensiero, anche se occorre distinguere tra ciò che la scienza misura nei laboratori e ciò che la metafora umana esprime con tanta bellezza.
Viviamo nell’era della tecnica, tutto si calcola e si riduce in tabelle, l’alcol fa male, i grassi fanno male, ecc. ecc. Ma siamo sicuri che tutto l’alcol o tutti i grassi fanno male? Dipende dal tipo d’energia che hanno accumulato, tutte le azioni e le intenzioni che hanno generato quell’alimento, come nel Karma, si producono energie positive o negative. Un pomodoro biologico, seminato con l’intenzione di mangiare bene e sano, che germina e cresce con il nutrimento di una terra sana e assorbe e trasforma l’energia solare, avrà forse un aspetto più rustico delle dimensioni meno affascinanti, ma avrà decisamente un’energia diversa dal pomodoro, super simmetrico dalle dimensioni abbondanti, cresciuto in idroponica con le luci artificiali con l’intenzione di minimizzare lo sforzo e aumentare il guadagno e la produzione. Per me è un si assoluto, anche sé, difficilmente accade, analiticamente possono presentare le stesse caratteristiche biochimiche ma le sensazioni sono, per un consumatore attento, sicuramente completamente diverse.
Per la Fisica l’universo è fatto di atomi che vibrano
Tutto ciò che tocchiamo è composto da atomi e molecole. Gli atomi non sono mai perfettamente fermi: persino al buio e al freddo quasi assoluto, le particelle oscillano.
Einstein ci ha insegnato con la celebre formula E=mc2 che materia ed energia sono due facce della stessa medaglia: la materia è, in un certo senso, “energia estremamente concentrata”.
A livello quantistico, le particelle fondamentali si comportano sia come onde che come corpuscoli.
Quindi, dire che l’universo è fatto di energia e vibrazione ha una solida base scientifica.
Le nostre azioni e il cibo sono scambi energetici?
Qui la risposta è un sì letterale e scientifico.
Tutto ciò che facciamo — respirare, muoverci, pensare, digerire — è una trasformazione di energia chimica.
La fotosintesi clorofilliana cattura l’energia elettromagnetica del Sole e la immagazzina nei legami chimici degli zuccheri dell’uva.
Quando mangiamo o beviamo, il nostro metabolismo rompe quei legami rilasciando l’energia che permette al nostro cuore di battere e ai nostri muscoli di contrarsi.
Il respiro è lo scambiatore di calore e di gas essenziale per far bruciare quel “combustibile”.
E le intenzioni? Secondo le neuroscienze i pensieri e le intenzioni non sono entità eteree staccate dal corpo: sono impulsi elettrici ed elettrochimici che viaggiano tra i neuroni. Un’intenzione cambia la chimica del nostro cervello, rilascia ormoni (come dopamina o cortisolo) e guida le nostre azioni fisiche nel mondo reale.
Visto in chiave spirituale, a mio parere versione molto più affascinante, le intenzioni e il pensiero quindi sono l’espressione del nostro spirito, anima, scintilla divina o come mi piace pensare pura energia vitale. Infondo come possiamo spiegarlo diversamente, siamo un agglomerato di atomi che sognano, pensano, immaginano, inventano e amano. I sentimenti e le sensazioni che proviamo sono flussi di energia che ci attraversano, dopo averci ceduto o tolto un po’ di carica passano, attraverso i nostri comportamenti e le nostre intenzioni, a tutte le cose, animali e persone che incrociano il nostro cammino o consumano beni e servizi che produciamo.
Il vino e il vignaiolo
sono energia e intenzione.
Purtroppo queste sono informazioni che non troverete mai scritte nella lista degli ingredienti, sarebbe interessante poter leggere le intenzioni delle multinazionali. Le intenzioni, di chi è davvero un Vignaiolo, sono la soddisfazione di far assaggiare un pezzo della sua terra e delle sue tradizioni, di produrre un vino sano e poi, ovviamente, di vivere con gioia e semplicità dei frutti del proprio lavoro.
Fare un vino bianco macerato significa lasciar stare le bucce a contatto con il mosto per giorni, settimane o mesi.
Non è solo una scelta di vinificazione: è letteralmente un’estrazione energetica e materica. Le bucce cedono al liquido tannini, polifenoli, sostanze aromatiche e colori.
Il liquido assorbe la storia della buccia, che a sua volta ha assorbito il sole, la terra e la pioggia durante l’estate.
La Luna esercita una forza di gravità tangibile sulla Terra. È l’energia gravitazionale che muove le maree negli oceani. Molti vignaioli (specialmente chi segue la biodinamica o le tradizioni contadine) applicano le fasi lunari nei travasi e nell’imbottigliamento:
Fisicamente, la pressione atmosferica e le forze di marea influiscono impercettibilmente sulla risalita o deposizione delle fecce fini nei recipienti (anfore, botti, tini).
Simbolicamente, la Luna rappresenta il ritmo, la pazienza e l’ascolto dei cicli naturali rispetto alla frenesia industriale.
Le intenzioni del vignaiolo non “modificano” la struttura atomica del vino per magia, ma guidano ogni singola scelta tecnica e umana:
Scegliere di non usare chimica di sintesi significa preservare la microbiologia del suolo (i lieviti indigeni, veri motori energetici della fermentazione).
La passione si traduce in tempi d’attesa, rispetto, pulizia maniacale, assenza di scorciatoie. L’intenzione determina la cura, e la cura determina la qualità chimica, organolettica e spirituale del prodotto finale.
Bere il vino come scambio energetico
Quando stappi DALLA LUNA e versi il liquido ambrato nel calice, si chiude un cerchio:
- Assorbi l’energia solare e del terroir: Stai introducendo nel tuo corpo l’energia del Sole di quell’annata, trasformata dalla vite e dai lieviti.
- Entri in contatto con l’intenzione del vignaiolo: Assapori la sua filosofia, il suo tempo, il suo rischio e le sue decisioni. Bere quel vino diventa un atto di sintonia con chi l’ha fatto.
- Attivi una risposta sensoriale ed emotiva: Gli aromi complessi stimolano il sistema limbico (la parte del cervello che gestisce le emozioni e le memorie), generando uno stato d’animo, un ricordo o una conversazione.
Bere un vino del genere non è semplicemente dissetarsi o assimilare calorie. È accogliere un processo chimico, biologico e umano che ha richiesto anni per compiersi. In questo senso sì: è a tutti gli effetti un intenso scambio energetico tra la terra, il vignaiolo e te.
